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Il ristorante è situato in centro Milano ed è comodamente raggiungibile con ogni mezzo.
E' aperto anche a mezzogiorno per light o business lunch e per pranzi in relax in un ambiente accogliente.
A cena ed in estate, l'atmosfera è sempre suggestiva per trascorrere serate romantiche e degustare ottimi piatti.



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Il Giardino dei Segreti
Via Pasquale Sottocorno, 17 20129 Milano (MI)



To See & To Do

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To Visit


Stadio di San Siro

Lo stadio Giuseppe Meazza è noto anche come stadio San Siro.
Nel 1925 il Presidente del Milan, Piero Pirelli, richiede la costruzione di uno stadio calcistico nelle vicinanze dell’Ippodromo per il Trotto.
La struttura è composta da quattro tribune rettilinee, una delle quali parzialmente coperta, e può contenere fino a 35.000 spettatori. Il Comune di Milano, dopo aver acquistato lo stadio, avvia nel 1935 una prima operazione di ampliamento che dà origine alla costruzione di quattro curve di raccordo tra le tribune e all’incremento della capienza delle due tribune di testata: la chiusura dei lavori, curati dall’ingegner Bertera e dall’architetto Perlasca, restituisce ai milanesi uno stadio da 55.000 posti.
Lo stadio, Nato per ospitare le partite del Milan, diviene “terreno amico” anche per l’Inter, a partire dalla stagione 1947-1948. Il secondo ampliamento, su progetto dell’ingegnere Ferruccio Calzolari e dell’architetto Armando Ronca, produce nel 1955 una drastica trasformazione: viene realizzata una struttura portante per un secondo anello di tribune che sovrastano, e in parte coprono, le vecchie tribune. La capienza totale sale così a 100.000 spettatori; in seguito, provvedimenti dettati dalle misure di sicurezza riducono i posti ad 85.000, suddivisi tra posti in piedi e a sedere (circa 60.000). L’immagine architettonica dello stadio viene rinnovata attraverso rampe elicoidali che permettono l’accesso al secondo anello.
I lavori per la realizzazione dell’impianto di illuminazione notturna per le partite risalgono al 1957 e dieci anni più tardi viene installato il tabellone luminoso elettronico.
Nel 1980, questo tempio del calcio viene intitolato alla memoria di Giuseppe Meazza, giocatore milanese dell’Inter e del Milan e due volte Campione del Mondo con la Nazionale, indimenticato.
In occasione della Coppa del Mondo di calcio del 1990 il Comune di Milano decide di dare inizio a un notevole rinnovamento dello stadio.
Si è orientati verso la progettazione di una soluzione architettonicamente innovativa, attraverso la costruzione di un terzo anello e la copertura di tutti i posti a sedere. Il progetto, firmato dagli architetti Giancarlo Ragazzi, Enrico Hoffer e dall’ingegnere Leo Finzi, prevede infatti sostegni autonomi, disposti attorno allo stadio esistente, su cui poter appoggiare il nuovo anello.
Vengono così realizzate undici torri cilindriche in cemento armato che danno accesso alle gradinate; quattro di queste, oltre a contenere vari locali di servizio, fungono da sostegno alle travi reticolari di copertura. Il colore dei seggiolini installati distingue cromaticamente i quattro settori in cui viene suddiviso lo stadio: rosso e arancione per i rettilinei, verde e blu per le curve. Gli 85.700 posti a sedere che ne risultano sono tutti coperti da lastre in policarbonato che garantiscono un maggior comfort agli spettatori. La parte sovrastante il terreno di gioco rimane a cielo aperto, permettendo che gli incontri possano comunque svolgersi in condizioni naturali, climatiche e di luminosità. Viene realizzato un nuovo impianto di illuminazione e un sistema di riscaldamento del manto erboso per tenere costantemente controllata la temperatura, impedendo la formazione di ghiaccio.

Le Colonne di San Lorenzo

C’è uno spazio a Milano, appena oltre la Porta Ticinese, uno degli scorci più suggestivi e noti della città meneghina: il colonnato di fronte alla Basilica di San Lorenzo. Proprio nel cuore di quella borgata che i Milanesi chiamavano La Vetra dei Cittadini.
Le Colonne di San Lorenzo sono uno dei rari reperti della Milano Imperiale che sono rimasti intatti fino ad oggi e che si possono ammirare da vicino. La città infatti, a cavallo tra il IV e V secolo dopo Cristo era la capitale dell’Impero Romano d’Occidente.
L’antica pianta di Milano era quella tipica degli accampamenti militari romani con due arterie principali che si congiungevano nel centro cittadino, il Foro, corrispondente all'attuale piazza S.Sepolcro.
Fu durante questo periodo che Milano, l’antica Mediolanum, si arricchì di palazzo imperiale, delle mura massimiane, terme, circo e un mausoleo imperiale.
Fu qui che nel 313 l’imperatore Costantino promulgò l’editto che consentiva libertà a tutti i culti tra cui il culto cristiano.
Le storiche figure del Vescovo Ambrogio e dell’Imperatore Teodosio I fecero infine di Milano il centro più importante della Chiesa d’Occidente.
Passando lungo le sedici colonne marmoree di San Lorenzo sormontate da capitelli corinzi si colgono le tracce di romanità, di un passato che emerge attraverso i reperti visibili in città.
Il colonnato fu eretto in epoca tardo antica come prospetto scenografico dell'atrio antistante la chiesa, ma è costituito da colonne, basi, capitelli e frammenti di architrave assai più antichi, recuperati da un edificio pubblico a noi ignoto risalente alla seconda metà del II secolo d.C.

I Navigli di Milano

Il sistema dei Navigli nasce con l’ambizioso progetto di collegare Milano con il Lago di Como, l’Adda, il Lago Maggiore e il Po, arrivando nel nord Europa e poi fino al mare. La storia dei Navigli comincia nella seconda metà del XII secolo, con la costruzione del primo tratto navigabile.
Il primo canale, il Ticinello, venne inaugurato nel 1179, e con i suoi 50 chilometri di lunghezza, diede il via all’edificazione del Naviglio grande. Nel 1457 Francesco Sforza affidò a Bertola da Novate la costruzione del Naviglio della Martesana ma fu con Ludovico il Moro che si ebbe la vera svolta.
Con un geniale sistema di chiuse, Leonardo da Vinci riuscì a collegare Milano con il Lago di Como. Mancava solo il collegamento con il mare attraverso il Po: a questo pensò Napoleone nel 1805 che completò la costruzione del Naviglio pavese. I Navigli hanno vissuto epoche alterne: hanno portato ricchezza ma in seguito hanno subito l’abbandono e l’inquinamento e una buona parte sono stati interrati. Nonostante tutto, i milanesi li hanno sempre amati, andando a passeggiare o frequentando le osterie e i locali che nascevano lì intorno. Oggi vivono una rinascita e sono al centro di numerosi progetti di riqualificazione; il primo portato a compimento è quello della nuova Darsena, nel Naviglio Grande, avvenuto con l’Expo 2015. Piste ciclabili, battelli, zone relax si affiancano alle tradizionali osterie, le boutique e i negozi degli artisti.
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